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Maggio 2002

 

SARULE PRODUCE

Fiera Nuoro 8-12 Maggio 2002

L’Associazione Turistica Pro-Loco Sarulese, con il contributo del Comune di Sarule, in occasione della fiera in Nuoro,
organizza la mostra dei prodotti tipici locali, con l’esposizione diretta da parte delle imprese partecipanti.
Lascia ai visitatori esprimere il giudizio sulla bontà e sulla qualità dei prodotti esposti.

 

TORTOLI'

Lungo la costa orientale della Sardegna, posta al centro dell'Ogliastra in una vasta pianura che si protende verso il mare si affaccia il paese di Tortolì. Il suo territorio confina con Girasole, Lotzorai, Villagrande Strisaili, Arzana, Barisardo e con il mar Tirreno.
Fu capoluogo di Provincia dal 1807 al 1821 e sede vescovile dal 1824 al 1927. Il paese fino agli anni 50 si reggeva su un'economia prevalentemente agricola. In modo particolare era curata la coltivazione del tabacco che, per la sua pregiata qualità, fu chiamato "Principe". A suo tempo richiamò numerosi turisti, fra i quali il re Vittorio Emanuele III e il capo del Governo di allora, un allevamento di struzzi, unico in Europa, era tenuto in una vasta area tra Tortolì e la frazione di Arbatax. A partire dagli ultimi trent'anni ma, più precisamente dal 1960, il paese ha raggiunto i connotati di una cittadina con una popolazione residente che si aggira sui 10.000 abitanti. La presenza di industrie, della cantina sociale, della peschiera, della centrale ortofrutticola, di diverse attività artigianali e commerciali, ne fanno un centro di particolare complessità e rendono impegnativo il lavoro di chi è preposto ad assumere responsabilità programmatiche.
Smagliante di sabbie finissime e di acque color smeraldo, interrotta a tratti da frastagliate scogliere, la spiaggia di Orrì che si protende fino a quella di Cea, può vantarsi di essere la più superba fra tutte. La cittadina, favorita dalla sua posizione geografica, permette di diversificare l'offerta turistica in modo completo e dalle moderne strutture ricettive che s'inseriscono nella loro totale completezza dei servizi e nell'ambiente che le circonda, hanno permesso che per Tortolì il turismo diventasse una vera e propria industria. Concorrono all'interesse turistico della zona, i siti archeologici (nuraghe, domus de janas, tombe dei giganti e menhir) della località del SS. Salvatore e S. Lussorio da cui prendono il nome le omonime chiesette campestri. Il centro storico è sede della Cattedrale di Sant'Andrea edificata nel 1784. Contrapposte alle tracce del passato sono le sculture moderne, opera di artisti italiani e stranieri contemporanei, ubicate in diversi punti del territorio e che snodandosi in un vero e proprio itinerario artistico fanno di Tortolì un Museo d'arte contemporanea a cielo aperto "Su Logu de S'Iscultura", inaugurato nel 1994.
Meritevole di una visita è l'antica stazione ferroviaria di Tortolì in cui transita il Trenino verde nella tratta Arbatax- Mandas - Cagliari che per le meraviglie offerte dal paesaggio, non a torto è stata definita "la più bella ferrovia del mondo": qui il tempo, da quando la stazione fu inaugurata nel lontano 1894, sembra essersi fermato.
Manifestazioni:
Tortolì - Prima domenica di maggio - San Giorgio
Tortolì - Ultima domenica di maggio - Santa Lucia
Tortolì - Prima domenica di giugno - San Giuseppe
Arbatax - Terza domenica di giugno - San Silverio
Arbatax - seconda domenica di luglio - Stella Maris
Tortolì - 26 luglio - Sant'Anna
Tortolì - terza domenica di agosto - San Lussorio
Tortolì - prima domenica di settembre - San Gemiliano
Tortolì - seconda domenica di settembre - SS. Salvatore

 

ARBATAX

Pochi chilometri separano Tortolì da Arbatax, piccolo borgo di pescatori dotato di un fascino particolare grazie alle sue scogliere a picco sul mare: cala Moresca, piccola insenatura rocciosa che si affaccia su un mare dal colore verde smeraldo, le Rocce Rosse dal particolare colore dato dalla presenza del porfido e rese particolarmente affascinanti dal sole in alcuni momenti della giornata, nel cui anfiteatro naturale si svolge ogni anno la rassegna "Rocce Rosse & Blues", il piccolo porto dei pescatori su cui si affaccia la stazione ferroviaria, punto di partenza del Trenino verde. Arbatax sorge ai piedi di un promontorio sulla cui cima domina il Faro di Capo Bellavista; poco prima una piazzola invita alla sosta in un punto in cui la vista può spaziare dal litorale di Arbatax sino alle propaggini di Capo Monte Santo volando con lo sguardo sopra l'Isolotto d'Ogliastra.
Al centro di Arbatax domina incontrastata la Torre di San Michele, edificata presumibilmente nel '500 con lo scopo di proteggere la costa dalle invasioni moresche.
Allo stesso scopo tra il XVI e il XVII secolo fu edificata sul promontorio che sovrasta la baia di porto Frailis un'altra torre: è la Torre di San Gemiliano.
Questa posizione che un tempo permetteva agli spagnoli di tenere sotto controllo un ampio tratto di costa è oggi uno tra i punti più panoramici da cui è possibile ammirare il mare di un azzurro intenso che lambisce le spiagge di San Gemiliano, Sos Flores, Orrì sino ai faraglioni di porfido rosso di Cea.
A circa trecento metri dalla torre di San Gemiliano, sul versante opposto del promontorio si erge l'omonima chiesetta, una delle caratteristiche chiesette campestri che costellano il territorio di Tortolì.
Un'antica leggenda racconta che dal cannone che si trovava un tempo nelle vicinanze della Torre di San Gemiliano sarebbero partiti tre colpi in tre direzioni diverse. In ognuno di questi punti fu edificata una chiesetta campestre: la chiesa di San Gemiliano, la chiesa di San Lussorio e la chiesa di SS. Salvatore.
Queste tre chiese sono al centro di alcune tra le sagre più sentite a Tortolì e festeggiate secondo tradizione.

Comune - 0782/600700
Pro-Loco Tortolì - 0782/622824
Pro-Loco Arbatax - 0782/667690


 

ALGHERO

Alghero è tra le più belle cittadine sarde, per i suoi monumenti e per l’ambiente naturale del territorio.
Appaga il visitatore per una serie di servizi e di possibilità, culturali e di svago, non frequenti nel resto dell’isola in quanto si tratta dell’unica città a prevalente economia turistica.
Il suo nome deriva dal latino Algarium “alghe” per la presenza di banchi di alghe nel suo mare.
Fu fondata dalla famiglia genovese dei Doria intorno all’anno mille. Porto strategico per i commerci marini, fu elevata nel 1501 a “città” e assunse la qualifica di “fedelissima” per le lotte sostenute a favore della Spagna.
Per quattro secoli la città ha parlato catalano e ancora oggi conserva testimonianze significative della dominazione aragonese e spagnola: nel centro storico, dove, percorrendo le antiche vie si incontrano il duomo di S. Maria, con la bellissima torre campanaria gotica dal fastoso portale, la chiesa della Misericordia e la chiesa di San Francesco il monumento più importante della città, con l’adiacente chiostro romanico ed il campanile, tutto in pietra arenaria; nelle torri difensive Porta Terra, San Giovanni, Sulis, San Giacomo e dello Sperone queste ultime presenti sul bel lungomare alberato; nei tratti della cinta muraria, in palazzi ad uso privato quali Machin, Albis Arcane etc.
I bastioni seicenteschi sono un’altra passeggiata d’obbligo per godere della magnifica vista verso nord, dominata dai promontori di Capo Caccia (con la sua celebre Grotta di Nettuno) e Punta Giglio; presso il porto si vedono la torretta della Polveriera ed il bastione della Maddalena.
Uscendo in direzione di Porto Conte, oltre il borgo di Fertilia, si incontra l’imponente nuraghe Palmavera, a doppia torre con annesso villaggio nuragico.
Gente di mare, porto affollato di pescherecci e barche da diporto. Un mare limpido, ideale per la pesca delle aragoste e del corallo.

 

L’ARAGOSTA

 

Il suo nome scientifico è “Palinurus elephas”, ma per i più è semplicemente l’aragosta!
Vive e si riproduce fra le coste rocciose delle grandi isole del Mediterraneo, ad una profondità che va dai 15 a i 100 metri; ha un corpo robusto con cefalotorace spinoso e rosastro, dotato di due antenne un primo paio bifide e un secondo molto sviluppate.
La sua cattura avveniva tradizionalmente per mezzo di nasse, enormi cesti intessuti dagli stessi pescatori, con i giunchi raccolti sulle sponde dello stagno (attualmente quasi esclusivamente con le reti da posta). Hanno una forma a campana, con alla base larga un intreccio di giunchi realizzati in maniera di permettere l’ingresso ma non l’uscita; l’aragosta attratta dal profumo dell’esca si infila con facilità ma vi rimane intrappolata.
Sotto il profilo gastronomico la femmina è ritenuta pregiata rispetto al maschio, la si distingue per l’ultima zampina posteriore terminante in doppia punta.
Le uova dell’aragosta, sono molto ricercate dagli amatori tanto da definirle “caviale rosso”; mescolandole con fegato, legato con olio extra vergine d’oliva, si ottiene un’ottima salsa per condire un’aragosta semplicemente lessata.
E’ pur vero che l’aragosta si pesca in tutto il Mediterraneo, ma in tavola, le più richieste dai gourmet, sono quelle pescate nella costa che partendo dal golfo di Alghero, passando per Bosa, arriva fino a quella di Oristano.
Nel secolo scorso vi era un traffico quasi giornaliero di velieri che carichi del prezioso crostaceo facevano rotta verso i porti di Marsiglia e Barcellona, mercati in cui le aragoste vantavano grandi estimatori.
La pesca dell’aragosta è consentita solo in alcuni periodi dell’anno.