Agosto
DOMUSNOVAS
Domusnovas
potrebbe apparire uno dei tanti comuni anonimi della Sardegna, con
poche attrattive e poca ricettività turistico-alberghiera, ma il risveglio è
già iniziato, valorizzando soprattutto il circondario montuoso e tutto ciò che
la storia e la natura ha offerto. E’ sistemata nella valle del Cixerri alle
pendici del Monte Marganai che offrendole un massiccio riparo verso il nord
le regala un clima ottimale. Le sue origini presumibilmente risalgono al secolo
XII; ma ciò che rende interessante il suo territorio, sono le innumerevoli grotte
di natura calcarea, la più nota è la “Grotta di S. Giovanni” di una straordinaria
bellezza naturale.E’ presso questa grotta che si fanno risalire i primi insediamenti
umani. La presenza del nuraghe “S’omu de s’orcu” (La casa dell’orco) fra i più
grandi dell’isola, ci fa supporre che durante l’epoca nuragica Domusnovas fosse
un punto strategico per l’approvvigionamento idrico. I Fenici, Cartaginesi e
Romani poi, sfruttarono il territorio ricco di piombo argentifero aprendo le
miniere di Barraxiutta e Sa Duchessa. Infatti fino al dopo guerra l’economia
si resse sullo sfruttamento minerario. Ma non si può parlare di Domusnovas senza
avere negli occhi la prorompente bellezza naturale della Grotta di S. Giovanni,
situata a circa 3 Km dal paese, verso Nord, si apre sulla parete verticale del
Monte Acqua (540 m.), la grotta si è formata per un cedimento dell’enorme massa
calcarea causata dal fiume sotterraneo. Lunga 850 metri, per il fatto di essere
interamente attraversata da una strada carreggiabile illuminata, è unica al
mondo con solo due altri esempi: una in Francia e una in Australia.Tra le tante
chiese da visitare, S. Maria Assunta la principale del paese, patrona di Domusnovas,
insieme a Sant’Ignazio da Laconi e la più suggestiva. Anche la chiesa di S.
Giovanni, situata a pochi metri prima dell’uscita n
ord
della grotta di S. Giovanni, costruita nell’800 è molto suggestiva perché posta
su un pianoro al centro di un secolare uliveto.Costruita nella prima metà del
1700; durante i lavori di restauro sono stati fatti numerosi ritrovamenti: resti
ossei e antichi conci di arenaria, per cui si presume che accanto sorgesse un
cimitero con adiacente la chiesa cimiteriale, sulla quale venne costruita l’attuale
chiesa parrocchiale, con stile romanico a croce latina. Alla festività in onore
della B.V. Assunta che si svolge il 15 Agosto, è legata la sagra con il nome
di “Su cassu de sa linna” (Il carro della legna).Festa degli agricoltori che
ringraziavano per il raccolto e propiziavano per l’anno seguente, iniziava con
i preparativi del carro. Festa anche, degli innamorati, con i giovani che andavano
a far legna gridando da un carro: ‘e giogara e giogara’ (e gioca e gioca) e
dall’altro carro rispondevano: ‘e chini giogara?’ (e chi gioca?)’ e venivano
fatti i nomi dei presunti innamorati. La legna veniva portata su di un carro
trainato da un potente giogo di buoi nella piazza della chiesa; si vendevano
poi i biglietti della lotteria e il vincitore si portava via tutta la legna
del carro.La festa anche oggi coinvolge tutto il paese, inizia nella prima settimana
di agosto, quando si parte per il taglio della legna, e raggiunge il culmine
fino a dopo il 15 di agosto quando viene festeggiata Santa Barbara. Gruppi Folk,
teatro sardo, balli e giochi allietano il paese e i turisti per più di una settimana.
Molto apprezzata è la gara poetica in lingua sarda, di poeti estemporanei, dove
si improvvisano versi sui più svariati argomenti, come ziu Marcellu Matta famoso
in tutta l’isola.Fra i tanti prodotti tipici non si può non gustare “Sa Cibuddada”
(frittata di cipolle) e “Annadi Ammurtada” (l’Anatra col mirto).E solo recandoci
a Domusnovas, visitando le sue bellezze naturali, partecipando alle sue feste
tradizionali, assaporandone i gusti, i sapori, i profumi che noi, e Voi turisti,
potrete dire che no, non era uno dei tanti comuni anonimi della Sardegna.
ISOLE
E ISOLOTTI
DELLA MADDALENA
L’Arcipelago della Maddalena:
un mare unico, ricco di storia, tradizioni, di cultura e di bellissime isole
e isolotti dalle calette di spiaggia bianca e rocce granitiche modellate e scavate
dal vento. La più vicina isola alla Maddalena è Spargi, circondata da macchia
rigogliosa e ricca di calette dalla sabbia bianchissima e dall’acqua color smeraldo:
Cala Corsara molto suggestiva in primavera per il massimo rigoglio del giglio
delle sabbie; per la presenza di un grande tafone di granito dal cui interno
si può osservare la spiaggia, Cala Conneri e Cala Granara con i cespugli di
rosmarino selvatico dal profumo intenso e tante altre insenature. Poco più a
nord di Spargi si trova Budelli, famosa per la spiaggia rosa, un miscuglio spettacolare
di sabbia, conchiglie e microrganismi marini. Il colore rosa è dovuto dalla
presenza di centinaia di minuscoli pezzi di corallo. Unite dal Passo degli Asinelli
troviamo l’Isola di Razzoli e S. Maria. L’Isola di Razzoli ha coste tormentate
e un paesaggio selvatico ma particolare per la forma delle sue scogliere simili
a sculture di Moo
re.
Ormeggiata la barca nel molo di Cala Lunga seguendo il facile sentiero arriverete
in uno dei luoghi più belli dell’arcipelago da dove potrete osservare il panorama
delle Bocche di Bonifacio e le isole di Cavallo e Lavezzi ed indimenticabili
tramonti. Nell’Isola di S. Maria sorge un antichissimo convento che fu il rifugio
in tempo medioevale dei frati benedettini. La spiaggia omonima è tra le più
grandi dell’arcipelago. Ormeggiata la barca a Cala S. Maria o a Cala di Tufo
e seguendo la costa potrete arrivare al Faro di Punta Filetto con splendidi
panorami delle isole Barrettinelli di fuori, Barrettini, Corcelli e Piana. Tra
le tre isole Razzoli, Budelli e S. Maria vi è un tratto di mare color smeraldo
molto suggestivo denominato Porto della Madonna dove un tempo abitava la foca
monaca. Caprera, dopo La Maddalena è la seconda isola per grandezza, particolare
per le sue coste e spiagge ricche di flora: pinete, boschi di lecci, ginepri,
mirto, lentischio e corbezzolo. Dichiarata nel 1980 “riserva naturale orientata”
per la specificità e originalità delle specie vegetali e animali che la popolano
è collegata con La Maddalena da un ponte e da un istimo su cui scorre la strada
d’accesso al Museo Garibaldino. Nel versante nord-est troviamo Cala Coticcio
chiamata anche “Tahiti”, meritatamente considerata la spiaggia più bella di
Caprera e di Maddalena caratterizzata da fondali bianchissimi e acque particolarmente
trasparenti. Molto belle e interessanti da vedere la spiaggia del Relitto la
cui sabbia bianca trattiene la carcassa nera di una barca e Cala Andreoni dove
le rocce sono formate da antichissimi gneis e micacisti: al tramonto le rocce
assumono colori incandescenti molto spettacolari. Non è finita qui... Ma continuare
a scrivere non rende giustizia alle meraviglie di questi territori perciò vi
invitiamo a raggiungerle al più presto ...rimarrete incantati!!!