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Agosto



ALGHERO - BOSA


Alghero, pittoresca cittadina posta in una bella baia, fondata dai Doria nel 1102, capitale del turismo sardo per la costa stupenda. Il centro storico quasi intatto racchiude il fascino catalano di vie, finestre gotiche, portali intarsiati, balconi fioriti. L’economia incentrata sul turismo, la produzione vitivinicola, l’artigianato orafo, la pesca e la lavorazione del corallo, i preziosi merletti, il vimini, la zootecnia. Si parla un dialetto della lingua catalana. La visita inizia dalla Piazza Porta a Terra che unisce il centro storico con la città moderna e i giardini pubblici; nella piazza c’è la Torre degli Ebrei (XIV). L’antico complesso difensivo è rappresentato dalla cilindrica Torre di S. Joan (XVI sec.). Più avanti Piazza Sulis, ritrovo mondano della città. Interessante la Torre dell’Espero Reial (o dello Sperone) risalente, nella struttura attuale alla fase spagnola. Nella zona vecchia il complesso quattrocentesco formato dalla chiesa, il convento e il chiostro di San Francesco, in cui si sposano felicemente forme gotico-rinascimentali, dal particolare campanile gotico-catalano e l’interno in arenaria. Durante l’estate il chiostro è sede di manifestazioni culturali di cui la più nota è la rassegna dell’estate musicale internazionale di Alghero. Da piazza Sulis si dipartono passeggiate verso il mare seguendo il litorale urbano. Sul lungomare Dante molti villini stile liberty; nel lungomare Colombo l’ottagonale Torre di S. Giacomo (d’ispirazione gotica) e la chiesa di Nostra Signora del Carmelo e la via omonima, abitata dai pescatori. Sul lungomare M. Polo le caratteristiche feritoie per le bocche da fuoco. Il lungomare Magellano si sviluppa su un corridoio murario, stretto, con una serie d’archi che forse racchiudevano l’antica darsena: di qui due scalinate portano al quartiere ebraico, ben conservato, e alla Porta a Mare (accesso storico alla città).Proseguendo s’incontrano i resti del Forte de la Magdalena la cui torre conserva una lapide (ricorda lo sbarco nel 1855 di G. Garibaldi). Il Palazzo de Ferrera sede stabile del governariato d’Alghero, è un esempio d’architettura gotica del XVI sec. In piazza Duomo la Cattedrale e la casa natale del noto storico G. Manno. Da visitare Casa Doria (XVI sec). Dal porto d’Alghero parte l’attività commerciale (esportazione del caolino) e battelli diretti alle grotte di Nettuno e Capo Caccia. Da Alghero, sulla litoranea vicino al mare tra olivi, vigneti, dirupi, molti accessi al mare, la spiaggia La Speranza, si arriva a Capo Marrargiu ove, tra le rocce spicca la torre Argentina e la splendida caletta di Copultittu e Cala S’ Abba Druche.In una conca, a destra del fiume Temo, si estende la cittadina di Bosa: il Temo e le case alte la distinguono dalle altre città. Ha origini antiche, nuragiche e romane. L’economia si fonda sull’agricoltura, l’artigianato: la concia delle pelli, il famoso filet, l’intaglio del legno, la filigrana in oro e argento, la raccolta e la lavorazione del corallo, la pesca. Domina la città il Castello di Serravalle del 1112 voluto dai Malaspina, di cui restano le mura e le torri; entro le mura fu costruita la chiesa di Nostra Signora di Regnos Altos (XIV sec). Spettacolare il panorama dai bastioni del castello; la valle del Temo, la chiesa di S. Pietro, Bosa Marina e la torre dell’isola Rossa. Da ammirare il ponte Temo, in trachite rossa, la cattedrale dell’Immacolata (dal campanile in trachite), il Palazzo di Don Carlos, il Fontanone (eretto per celebrare il primo acquedotto), la chiesa del Carmine, quella di S. Giovanni (XII sec). Feste religiose caratteristiche di Bosa sono: S. Maria del Mare (prima domenica d’agosto), si svolge, in parte, su barche che risalgono il Temo dalla chiesa di Bosa Marina alla cattedrale. La festa di Nostra Signora di Regnos Altos (seconda domenica di settembre), la cui processione attraversa il quartiere medievale di Sa Costa, e termina nella piazza d’armi del castello Malaspina. Bosa, il cui porto è stato aperto al mondo catalano e spagnolo, coniuga l’antico nucleo con la zona moderna e l’espansione verso la costa. Il centro balneare di Bosa Marina, sul lato della foce del Temo, ha un grazioso porticciolo commerciale e turistico dal quale sono organizzate gite in barca sul fiume. La spiaggia con la sabbia scura (per la presenza del ferro) è consigliata anche per curare alcune malattie reumatiche. Delizioso il molo in trachite che porta all'isola Rossa, piccola e rocciosa, ove la torre cinquecentesca è aperta per conferenze e mostre.

 

 

DORGALI - OROSEI

 

Dorgali, alle pendici del Monte Bardìa, è un importante centro agricolo di oltre 8.000 abitanti (compresa Cala Gonone). Si raggiunge facilmente da Nuoro e da Oliena. La ss 131 (diramazione Abbasanta-Nuoro-Olbia) è la via più comoda e rapida, sia da Olbia sia da tutti i capoluoghi. Dorgali è nota per la produzione di vini e formaggi, per il suo tradizionale artigianato in cuoio, pelli conciate, la lavorazione della filigrana d’oro e argento, le belle ceramiche e le colorate botteghe artigiane. L’insediamento umano è già documentato nel 1341. La parte più antica e meglio conservata presenta case in pietra scura a vista dalle forme semplici. Da tempo ha assunto una notevole dimensione turistica grazie alla vicina Cala Gonone, famoso centro turistico dotato di splendide risorse naturali. Al centro di Dorgali si trova la parrocchiale di S. Caterina che conserva nel transetto destro un notevole altare ligneo del sec. XVII in stile barocco-spagnolo e, verso la fine dell’abitato, il Museo Civico Archeologico contenente molti materiali archeologici ritrovati nella zona. Molto belle sono poi le altre chiesette campestri situate in zone di grande interesse paesaggistico e naturale dove durante tutto l’anno si svolgono numerose sagre con la preparazione di grandiosi pranzi per tutti i convenuti. Uscendo da Dorgali verso Cala Gonone, sulla panoramica che scende verso il mare s’incontra il Nuraghe Mannu, la fertile vallata d’Oddoene dal bellissimo panorama con bianchi calcari del Monte Bardìa interrotti da macchia a lecci e rosmarino. In posizione più alta il complesso nuragico Su Nuragheddu. Interessante a livello naturalistico la visita alla Gola di Su Gorroppu, canõn impressionante al quale si arriva per il sentiero costeggiante il rio Flumineddu. La Gola, con alte pareti verticali, ospita rare specie botaniche ed esemplari rari di rapaci. Andando verso Orosei si incontra la chiesa di Su Babbu Mannu circondata da oliveti secolari, segue la grotta di Ispinigoli, la cui visita guidata su un percorso ben attrezzato presenta una magnifica scenografia di calcare dalle forme più variegate. Lascia senza fiato la gigantesca stalagmite, alta 38 m, alla cui base si apre una voragine detta “abisso delle vergini”, sembra che vi venissero consumati sacrifici di giovani fanciulle secondo riti di tradizione punica. Più avanti si arriva alla Chiesa di S. Giovanni Battista (1640) e alla grotta di Su Anzu, comunicante con la più famosa di Ispinigoli, e una sorgente termale già nota in epoca romana. Orosei, pittoresco paese agricolo e balneare di circa 5.600 abitanti, situato nel golfo cui dà il nome è caratterizzato da attrattive turistiche e naturalistiche: bellissime spiagge quali Marina di Orosei, Osalla, Cala Liberotto e Cala Ginepro, Sa Curcuricca e l’oasi di Bidderosa, incredibile esempio di macchia mediterranea secolare; su Barone con quasi 6 Km di litorale protetti dauna pineta dispensatrice di ombra e fragranze uniche, Cala Luna, con le sue grotte, un tempo rifugio di pirati; la grotta del Bue Marino ospitante la foca monaca; Cala Sisine e Cala Mariolu. Inoltre vi sono alcuni stagni popolati da un’avifauna palustre di gabbiani, aironi cenerini, folaghe, cormorani, falchi pescatori, germani reali e splendidi fenicotteri rosa. Orosei, porto strategico ebbe in passato rapporti commerciali con i Pisani come testimonia lo stile delle sue chiese. Da via Satta si giunge alla chiesa di Sant’Antonio Abate (XIV-XV secolo) che conserva al suo interno pregevoli affreschi. In piazza del Popolo la cinquecentesca chiesa parrocchiale di San Giacomo Maggiore i cui festeggiamenti si svolgono dal 23 al 25 luglio. La città mantiene nel centro storico il fascino dell’antico che resiste al tempo. La sua storia si conserva ancora oggi tra le viuzze interne, le case rurali, i palazzi signorili, le diverse chiese e santuari, la torre pisana nonchè vecchia prigione, i numerosi resti della civiltà nuragica sparsi nel territorio. Durante l’anno si può partecipare a diverse manifestazioni folcloristiche e culturali, feste caratteristiche e sagre paesane.