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Dicembre



GONNOSFANADIGA
LA SAGRA DELLE OLIVE



Anche quest’anno si terra’ a Gonnosfanadiga, dal 3 al 5 Dicembre, la 13ma Mostra mercato dell’olio, dell’agroalimentare e dei mestieri locali organizzata dalla Pro-Loco e dal Comune.In questi tre giorni il ridente centro del Guspinese si riempie di visitatori provenienti dai centri vicini e lontani per assaporare i prodotti genuini della terra o per acquistare i prodotti dell’artigianato locale. Situato in una zona particolarmente ricca di vegetazione spontanea e di impianti a ulivo, ai piedi del versante nord orientale del monte Linas, Gonnosfanadiga e’ facilmente raggiungibile da tutti i punti della Sardegna imboccando, sulla SS 131 Carlo Felice, all’altezza di Sardara o di Sanluri, la deviazione che porta a San Gavino.Lo splendido parco comunale di Per’e Pibera, a pochi chilometri dall’abitato, costituisce il più bell’esempio del genere in Sardegna.Al Trecento risale la pregevole chiesa di Santa Barbara, ampiamente rivista nel XVI e nel XVII secolo. Ad ovest dell’abitato sorge la chiesa campestre di Santa Severa, con struttura a croce latina, circondata dal tipico porticato. A metà del 1700 molte delle chiese campestri del Sulcis-Iglesiente, e tra queste Santa Severa, erano ridotte allo stato di ruderi. Nei dintorni si trovano numerosi reperti archeologici: diversi nuraghi, un menhir di epoca prenuragica, che presenta nove incavi, in località Struvina de Muru Orta e la tomba di giganti “grutta de Santu Giuanni” dove sono state recuperate numerose ceramiche.Caratteristica la grande scalinata in granito che si innalza nella parte alta dell’abitato costruita negli anni 50 quando, nelle giornate domenicali dei primi mesi primaverili, buona parte dei cittadini in eta’ lavorativa era gratuitamente impegnata nella sua costruzione. Una lunga fila di carri trainati da buoi trasportavano lungo via Porru Bonelli i grandi blocchi squadrati di granito, caricati nella cava di Arbus, necessari alla edificazione degli oltre 250 gradini che costituiscono la scalinata.Tra le manifestazioni più importanti, oltre alla sagra delle olive, ricordiamo la sagra di santa severa il lunedì dopo Pasqua, la festa della Madonna della salute che si svolge nell’ultima domenica di maggio con una processione alla quale partecipano, bardati a festa, gioghi di buoi e cavalli. Nell’ultima domenica di settembre si svolge la festa in onore della Beata Vergine di Lourdes mentre nella prima domenica di dicembre si festeggia Santa Barbara.Gonnosfanadiga e’ punto di partenza per una bella escursione al Monte Linas, attraverso boschi e dirupi, per arrivare a Punta Perda de sa Mesa, a 1236 metri, da dove si gode un bellissimo panorama che abbraccia gran parte della Sardegna, da Capo Carbonara a Capo Caccia con lo sfondo dei monti delle Barbagie e del Monte Ferru, mentre, verso sud, oltre la piana del Campidano, si vedono gli altopiani basaltici delle Giare e, verso ponente, i monti dell’Igliesente.

 


SAMASSI
LA SAGRA DEL CARCIOFO

 

Paese agricolo al centro della piana del Campidano, tra Cagliari e Oristano, Samassi e’ facilmente raggiungibile, per chi proviene da nord, svoltando al Km 41 della SS 131 Carlo Felice, bivio Villasanta, o, per chi proviene da sud, svoltando all’altezza di Serrenti sempre sulla strada a quattro corsie.Il suo territorio è situato nel limite di un esteso terrazzo che continua in quota verso Samassi e Villasor. Nella parte alta del paese è la graziosa chiesetta di San Gemiliano, costruzione romanica della seconda metà del secolo XIII con preannunci gotici nell’ornamento, dalla pianta stretta e molto allungata, costruita in bei blocchi policromi e decorata con lesene e archetti. Il portale d’ingresso appare ornato da due rozze piccole teste di gusto arcaico mentre l’interno, ad una navata, custodisce l’originale mausoleo di Don Giacomo di Castelvy, cavaliere di San Giacomo, opera del 1586 firmata dal luganese Scipione Aprile, che operò per molti decenni in Sardegna. Il mausoleo ricorda analoghe opere italo-spagnole del primo Rinascimento.La chiesa parrocchiale, ristrutturata e rifatta in moltissime sue parti, conserva dell’originale impianto il bel portale gotico. Nel territorio circostante Samassi, anticamente, esisteva un piccolo stagno che, insieme a quello più grande e vicino di Sanluri, rendeva la zona improduttiva e malsana. Nel 1913 ha avuto inizio la bonifica idraulica e agraria della zona con scavi di nuovi canali e colmate artificiali. Contemporaneamente sono sorti podere dove le colture hanno trovato larga espansione.Il carciofo, la cui coltivazione e’ di antica tradizione in Sardegna, e’ la specie orticola più prodotta nell’isola e in particolare nel territorio che si estende intorno a Samassi. Sia la varietà Spinoso sardo che la “Masedu”, senza spine, vengono prodotte sia per alimentare la corrente commerciale diretta sui mercati del continente, sia per la conservazione sottolio e rimangono presenti sul mercato per un lungo periodo, da ottobre a marzo-aprile.Sabato 4 e Domenica 5 dicembre si svolge a Samassi la XIII Sagra del carciofo e la Seconda Fiera Agroalimentare del Medio campidano. La manifestazione ha lo scopo di promuovere una delle colture di eccellenza dell’agricoltura samassese, appunto il carciofo, e di portare a conoscenza i prodotti della terra di tutto il territorio circostante. Nell’ambito della manifestazione, Domenica alle 9.00, si svolge la 22ma Marcialonga del carciofo, gara nazionale di corsa campestre per maschi e femmine, manifestazione che da anni riscuote unanimi consensi in campo sportivo e che vede la partecipazione di atleti campioni di livello nazionale e internazionale.La manifestazione si apre il pomeriggio del sabato con un convegno sulla coltura del carciofo e con la visita ai padiglioni fieristici preso la Coop. Agr. “La Collettiva”.Il giorno dopo si può gustare il carciofo cucinato in diversi modi e, nel pomeriggio, assistere a spettacoli non stop di fitness, musica e ballo.