Giugno
LE CITTA' SARDE
TEMPIO
T
empio
e’ situata alle falde del Monte Limbara, su un altipiano granitico, a 600 m.
di altezza, al centro della Gallura nella Sardegna Nord Orientale. Nel 1836
fu dichiarata Citta’ del re Carlo Alberto e dal 1839 e’ sede di Cattedra Vescovile.L’attività
artigianale di Tempio e’ legata alle risorse economiche del territorio quali
il sughero e il granito. Tra i personaggi che hanno dato lustro alla città,
ricordiamo il Conte Ugolino Visconti, noto come Nino di Gallura, citato da Dante
nella Divina Commedia, Giacomo Pes, Marchese di Villamarina, elevato a Vice
Re di Sardegna da Vittorio Emanuele I nel 1810 e Gavino Pes, noto Don Baignu,
distinto poeta gallurese del XVIII sec. Centro della cittadina e’ la piazza
Gallura, ove sorge il Palazzo Comunale, e l’attigua piazza S. Pietro, sulla
quale si affacciano la Cattedrale di S. Pietro Apostolo, risalente al 1.200
circa e ricostruita nel secolo scorso, l’Oratorio di Santa Croce e l’Oratorio
del Rosario, del 1300, la cui facciata presenta motivi settecenteschi, aragonesi
e romanici. Un’arco pisano del 1814 unisce la casa Nurra-Stazza alla Basilica
di S. Pietro e alla canonica, inquadrando la facciata dell’oratorio del Rosario.
Poco distante la chiesa del Purgatorio, in granito, risalente al 1679 come si
legge sull’architrave della porta. Di notevole interesse la stazione ferroviaria,
risalente al secolo scorso, nel cui atrio si possono ammirare degli splendidi
olii su tela del pittore sassarese Giuseppe Biasi. Nella Biblioteca Comunale
sono conservati numerosi cimeli del tenore Bernardo De Muro, in attesa di un
museo definitivo. Al Km 4.4 della strada per Oschiri, un cancello immette in
una strada privata che conduce al Nuraghe Tanca Manna, interessante esempio
di nuraghe a corridoio.Dal 23 al 28 luglio, organizzati dal Gruppo Folk Citta’
di Tempio, si svolgono gli incontri Internazionali del Folklore a cui partecipano
gruppi provenienti da tutto il mondo. In agosto, due appuntamenti importanti,
il 15, in località Vallicciola, sul Monte Limbara, la festa della Montagna con
pranzo, spettacoli musicali e giochi e il 23-24-25 i festeggiamenti in onore
di S. Paolo e della Madonna del Buoncammino con cerimonie e processioni in costume
tempiese.Tra le feste campestri quella del 1° maggio in onore di San Gavino
(Santu Baignu), celebrata nella chiesa omonima, in localita’ Scupetu, a circa
10 Km da Tempio. La festa prevede la distribuzione del pranzo all’aperto offerto
dal Comitato organizzatore e ballo pubblico, nel piazzale.La 2° domenica di
Maggio, la festa camPESTRE DI San Bachisio (Santu Bacchisi), celebrata nella
chiesa omonima, in conci di granito a vista, in località Fundu di Monti, ai
piedi del Limbara, con pranzo offerto dal Comitato, ballo pubblico e musica
tradizionale. Il 13 dicembre la festa campestre in onore di Santa Lucia, nella
chiesetta che sorge a Nord-Est dell’abitato di Tempio, a poca distanza dalla
strada per Calangianus.
ALGHERO
PORTO CONTE - CAPO CACCIA
A piu’ di sei secoli
di distanza, la citta’ conserva ancora la presenza catalana nella lingua, nel
folclore, nelle architetture gotiche dei palazzi, nei campanili gotico aragonesi
e nei nomi delle vie. A nord della città, al di la’ della stazione ferroviaria,
si estende per sei chilometri, sino a Fertilia, la zona balneare al cui inizio
si incontra il Lido di S. Giovanni. Ritornati sulla strada principale e oltrepassata
la cantoniera Pera Ponte, al Km 8,7, una strada conduce alla Torre del Lazzaretto,
cilindrica, larga e tozza, di color giallastro, risalente al XVII secolo.La
parte piu’ antica e’ la torre centrale, alla quale furono successivamente addoss
ate
altre opere. Antistante l’ingresso, i resti di una capanna piu’ antica, contemporanea
alla torre centrale, mentre intorno un grande villaggio con capanne sia circolari
che quadrangolari.Al Km 11,2 la strada si biforca: il tronco di destra prosegue
per Capo Caccia, mentre quello di sinistra, superato un porto turistico, conduce
ad un piccolo promontorio roccioso con la Torre El faro e alla Punta del Giglio.
Dalla torre si abbraccia con stupenda vista l’imbocco di Porto Conte, compreso
fra la Punta del Giglio a sinistra e Capo Caccia a destra. E’ l’antico Portus
Nympharum, Porto delle Ninfe, degli antichi romani, nome giustificato per la
bellezza del paesaggio e la meravigliosa trasparenza delle acque.Ritornati alla
biforcazione, si costeggia Porto Conte, si supera l’albergo e si oltrepassano
gli avanzi di una villa romana risalente al I - II sec. d. C. per arrivare al
piccolo golfo di Tramariglio da cui e’ possibile salire al Monte Timidone e
visitare la riserva della forestale dove vegetano specie molto rare quali il
ginepro fenicio, il limonio lieto e la centaura horrida e albergano magnifici
esemplari di animali come il grifone reale, il falco pellegrino, il daino, l’asino
albino e numerosissimi cinghiali.Poco oltre, sulla destra, una strada conduce
sull’orlo della costa a picco con vista di Cala d’Inferno e dell’isola Foradada,
attraversata da una grande galleria naturale a livello del mare.Ripresa la macchina,
ci si dirige verso il faro per arrivare ad un ampio spazio da cui una scalinata
di 656 gradini, escala del Cabirol, scende, utilizzando in parte una cencia
naturale sul fianco del promontorio, fino all’imboccatura della Grotta di Nettuno.
L’attenzione è subito attratta da una monumentale stalagmite, l’acquasantiera,
alta un paio di metri.