Luglio
BOSA
SANTA MARIA DEL MARE
Città adagiata sul fondo valle, poco distante dalle acque cristalline del
mare, dominata dal Castello dei Malaspina, Bosa è situata sulla costa nord
occidentale della Sardegna, in una zona popolata da piccoli centri agricoli,
la Planargia, di cui è storicamente capoluogo. L’origine è documentata da
una iscrizione fenicia del IX secolo a.C., ma le notizie più consistenti risalgono
all’età romana quando la Bosa Vetus sorgeva presso l’attuale chiesa di S.
Pietro, piacevole esempio di architettura romanica, edificata nel 1602, sempre
lungo il corso del fiume, ma più a monte rispetto all’odierna ubicazione.
Nella piazza d’armi del castello, sorge la trecentesca chiesa di Nostra Signora
di Regnos Altos, ricca di bellissimi affreschi di scuola toscana del XIV secolo.
Attorno al colle di Serravalle si sviluppò il centro medioevale, oggi conosciuto
come quartiere Sa Costa, uno dei centri storici grandi della Sardegna, caratterizzato
da un intreccio di vicoli, portici e slarghi. In questa suggestiva cornice,
tutti gli anni, la prima domenica di agosto, si svolge la festa in onore di
S. Maria del Mare con una imponente processione di barche lungo il fiume Temo.
Il simulacro della vergine viene portato in processione fino al porto per
risalire le acque del fiume Temo fino alla cattedrale dove viene celebrata
la santa messa. L’attuale edificio,dedicato all’Immacolata, che sostituisce
l’antica cattedrale dedicata a S. Maria, risale agli inizi del XII secolo
ed è stato restaurato nel XV sec. L’interno si presenta ad una navata con
un accenno di cappelle ricavate tra i contrafforti incassati nelle pareti
laterali; il presbiterio rettangolare, rialzato rispetto alla navata, è caratterizzato
da una volta a botte spezzata che sostituisce la tradizionale copertura a
crociera; all’interno, sulla parte destra, una navata con cappelle laterali
e, alla fine, un vano con abside e cupola. Per chi vuole soggiornare a Bosa
per più giorni sono a disposizione strutture alberghiere di primo ordine che
vanno dall’albergo al campeggio, dal villaggio turistico al residence, dal
ristorante alla pizzeria, per godersi le bellezze di un mare che a ragione
si può fregiare della bandiera blu che viene attribuita solo a ai luoghi incontaminati.
Per gli amanti della natura è possibile osservare preziosi esemplari di specie
endemiche di flora e fauna che conferiscono a questa parte della Sardegna
uno straordinario valore scientifico e naturalistico.
ITINERARIO
LE MERAVIGLIE DI S. ANTICO E CALASETTA
L’itinerario di questo mese si svolge nell’isola di S. Antioco con i suoi
centri di S. Antioco e Calasetta.S. Antioco è il centro principale dell’isola,
erede dell’antica Sulcis, una delle più importanti città puniche e romane
della Sardegna. La zona era abitata dai sardi primitivi che vi lasciarono
capanne edificate con pali e frasche come testimoniano il villaggio prenuragico
dell’area del Cronicario adiacente all’ospizio cittadino e frequentato a cavallo
tra la fine del quarto e l’inizio del terzo millennio a. C. o il villaggio
prenuragico in località Canai, nel meridione dell’isola. La civiltà nuragica
è documentata da
una
trentina di nuraghi e dalla tomba di giganti di Noccus e dal tempio a pozzo
di Grutti Acqua ancora in attesa di adeguata esplorazione scientifica mentre
è nota la struttura della tomba di giganti di Su Niu ‘e Su Crobu. A
partire dalla metà dell’ottavo secolo a.C., i Fenici, gli abitanti della fascia
costiera siro-palestinese, fondano una serie di empori commerciali nella costa
sud occidentale della Sardegna quali Karalis, Nora, Bitia, Sulcis e Tharros.
Gli scavi eseguiti nell’area del Cronicario rivelano i resti di un insediamento
abitativo risalente al 750-740 a.C. e di un santurario cittadino chiamato
Thopet. Il Tophet si presenta come un’area recintata con muri di pietra al
cui centro si elevava l’altare attorno al quale venivano depositate stele
scolpite con varie raffigurazioni e urne contenenti le ceneri che oggi non
vengono più lette come frutto di sacrifici cruenti, ma come resti di fanciulli
morti prematuri o in tenera età. Del periodo romano rimangono scarsi avanzi;
in regione is Solus le grandi cisterne e la fonte, in via Eleonora d’Arborea
un mausoleo funerari o in pietra chiamata sa presonedda, la necropoli romana
e le catacombe sottostanti l’antica cattedrale e in parte ricavate dalla ristrutturazione
di antichi ipogei punici, con sviluppo cronologico che va dal IV al VII secolo
d.C. Da ammirare la spiaggia di Maladroxia, la bellissima spiaggetta di Torre
Cannai, dominata da una torre spagnola, Capo Speron, Cala Sapone, Cala Lunga.
Un tempo importante centro di produzione vinicola, ma ora a prevalente impostazione
turistica, Calasetta è caratteristica per il suo aspetto quasi orientale con
la chiesa parrocchiale che sembra una moschea e la torre spagnola che domina
l’abitato. Gli abitanti differiscono da quelli di S. Antioco e si avvicinano,
invece, per i costumi e per il dialetto, assai simile al genovese, a quelli
di Carloforte. Dal porto, varie volte al giorno, salpano i traghetti che in
circa mezzora trasportano passeggeri e auto all’isola di S. Pietro. Imboccando
a Turistica si esce dall’abitato per raggiungere le bellissime spiagge di
Sotto Torre, le Saline e Spiaggia Grande e la scogliera a picco sul mare.