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Maggio



ALGHERO - BOSA


L'itinerario che conduce dalla città catalana di Alghero al suggestivo antichissimo centro di Bosa, situato alla foce del fiume Temo, riserva al visitatore un'incredibile quantità di piacevoli sorprese fatta di interessanti monumenti, bellezze artistiche ed ambienti.Fondata dalla famiglia genovese dei Doria nel XII secolo, la città di Alghero conserva soprattutto l'impronta lasciata dagli aragonesi che la conquistarono nel 1353 e la colonizzarono sostituendo la popolazione locale con quella di provenienza catalana. La zona antica si estende su un promontorio che in origine presentava una imponente fortificazione e di cui rimangono ancora nel lato mare i bastioni e le torri, mentre sul versante interno le mura sono state abbattute per consentire nel tempo l'espandersi della centro abitato. Tra le fortificazioni del porto che meritano una visita ricordiamo la Torre della Maddalena con l'omonimo bastione, la Torre della Polveriera con il bastione Pigafetta e ancora più a sud il bastione San Marco e quelli di Cristoforo Colombo, alternati dalla Torre di San Giacomo e dalla bella Torre dello Sperone. All'interno dell'edificio sacro si conservano interessanti altari barocchi. L'area circostante il centro abitato offre numerose attrazioni turistiche e culturali. Oltre l'insenatura di Porto Conte si erge il promontorio di Capo Caccia con le sue spettacolari pareti a precipizio sul mare e alla cui base si possono ammirare numerose grotte tra cui le famosissime Grotte di Nettuno. All'altezza di Cala Burantinu e dei resti della Torre Poglina la strada comincia a salire lasciandosi alla destra Cala Griecas e la spiaggia della Speranza con la omonima chiesetta campestre. Si riavvicina al mare orientandosi verso il litorale di Bosa nei pressi dell'arida e selvaggia spiaggia di Managu e della spiaggia di Tentittos, vicino alla quale si ergono i resti della bella Torre Argentina. Oltre il porto di Bosa si estende invece il lido della marina di Bosa che conduce infine alla bella piaggia di Turas. La suggestiva antica cittadina di Bosa sorge nella conca formata dalla piana del Temo, fiume navigabile per alcuni chilometri nell'ultimo tratto. Bosa ha origini remote. L'abitato conobbe un periodo di decadenza per risorgere in seguito alla fondazione del castello di Malaspina nel 1112 allorché si sviluppò lungo le pendici del monte di Serravalle conoscendo una lunga prosperità e collocandosi al centro delle vicende delle lotte giudicali, della dominazione aragonese e di quella spagnola. Vicino alla Cattedrale si trovano alcuni significative costruzioni civili come il palazzo Scarpa, il palazzo Uras e, nella piazza Costituzione,il palazzo Don carlos nei pressi del cosiddetto Fontanone. Altri interessanti edifici sacri da visitare sono la chiesa del Carmine, edificata in stile barocco piemontese sui resti della cinquecentesca chiesa di Nostra Signora del Soccorso, che custodisce al proprio interno pregiati arredi lignei e marmorei, la chiesa di Santa Maria degli Angeli, con l'annesso convento dei Cappuccini, la chiesa di sant'Antonio Extra Muros del XVI secolo che presenta motivi gotico catalani e, soprattutto, la ex cattedrale di Bosa, la splendida chiesa campestre romanica di San Pietro situata a due chilometri dalla cittadina in un sito particolarmente suggestivo presso il fiume Temo. Quest'ultima fu edificata in diverse fasi costruttive che vanno dalla metà dell'XI secolo alla fine del XIII. Sull'altra sponda del Temo sono inoltre degni di attenzione i caratteristici fabbricati de Sas Conzas , un tempo adibiti alla concia delle pelli. 

 


DOLIANOVA

 

Nella regione denominata Parteolla, sul versante occidentale dei monti del Sarrabus, sorge l’importante centro di Dolianova.Il comune, nato nel 1905 dall’unione dei due antichi borghi di origine medioevale San Pantaleo e Sicci San Biagio, si affaccia su un’ampia e fertile pianura rinomata per le fiorenti colture di vite e di ulivo. Gli antichi nuclei abitati sono ancora ben individuabili anche all’interno del recente impianto urbanistico. Nella parte meridionale sorge la chiesa di San Biagio che conserva strutture architettoniche tardogotiche e intorno alla quale si mantengono intatte alcune tradizionali abitazioni rurali. A nord si erge invece la bella chiesa dedicata a San Pantaleo, di grande interesse artistico e architettonico. Edificata tra il 1160 e il 1289 su un precedente luogo di culto paleocristiano essa fu originariamente cattedrale della soppressa diocesi di Dolia e rappresenta un importante esempio dello stile romanico-goticheggiante in Sardegna. La costruzione mette in evidenza diverse fasi costruttive: la prima, comprendente i muri perimetrali e la facciata, è in rigoroso stile pisano; alla seconda, dei primi del Duecento, appartengono il sistema di copertura a volta e gli archi; alla terza risalgono le parti superiori che esprimono elementi decorativi ispirati all’arte islamica. All’interno della chiesa si conserva un fonte battesimale del V secolo, mentre vicino al portale laterale sinistro due colonne sostengono un antico sarcofago romano, pregevoli sono inoltre le numerose decorazioni, due altari in stile barocco e un pulpito marmoreo ottocentesco. Al lato della chiesa si eleva un robusto campanile con due ordini di monofore e nel piazzale antistante è degno di attenzione l’antico episcopio.Da sottolineare la presenza nelle vicinanze del paese, in territorio di Serdiana, anche della interessantissima chiesetta campestre, sempre di stile romanico, di Santa Maria di Sibiola eretta nel XII secolo dai Vittorini di Marsiglia, attorniata dalle tradizionali “cumbessias” costruite per ospitare i pellegrini in occasione della annuale festa campestre.Nel territorio di Dolianova si conservano anche le vestigia di antiche civiltà come dimostrano la presenza dei nuraghi di “Matta Manna” e “Brunku Ollasteddu”e delle tombe a fossa di età romana coperte da grossi lastroni, i cui corredi (borchie d’oro, orecchini d’oro a pendente, collana a pendaglietti d’oro e perle in pasta vitrea) sono esposti nel museo archeologico di Cagliari. Dalle viti del Parteolla si ricavano alcuni tra i più pregiati vini dell’isola. Le colline di Dolianova costituiscono da sempre uno dei luoghi privilegiati per questo tipo di produzione fatta di un’esperienza che si è tramandata nei secoli dai fenici ai romani, dagli spagnoli ai piemontesi. I viticultori di Dolianova hanno carpito i più profondi segreti dell’antica tradizione per produrre vini di spiccata personalità la cui fama ha oltrepassato i confini della Sardegna. Particolarmente rinomata è la produzione della locale Cantina Sociale a cui si devono vini D.O.C come il Moscato e il Nuragus di Cagliari, La Malvasia di Cagliari, la Monica di Sardegna, il Girò di Cagliari e pregiati spumanti.Ricercati sono anche i locali prodotti caseari sia caprini che ovini e buona è anche la produzione di olive ed olio.