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Marzo



OLIENA
TRA FEDE E NATURA

 

Grosso centro ubicato alla falde del monte Corrasi, Oliena è caratteristico per i numerosi esempi della tipica architettura spontanea e per la presenza di ben 11 chiese che sorgono nell’abitato, quasi tutte di linee semplici e ingentilite da piccoli campanili a vela. Tra le manifestazioni che si svolgono ad Oliena, di particolare interesse sono i riti della Settimana Santa e soprattutto S’Incontru, rito introdotto in Sardegna dagli spagnoli nel 400. La mattina di Pasqua, dalla chiesa di S. Francesco e Santa Maria, partono rispettivamente i simulacri del Cristo risorto e della Madonna, ricchi di ori votivi, portati e accompagnati da numerosi fedeli in costume e dagli spari dei fucili caricati a salve. I due distinti cortei convergono da lati opposti nella piazza Santa Maria, dove li aspetta un’immensa folla trepidante e commossa. Subito dopo, un’unica processione accompagna Madre e Figlio alla chiesa di Sant’Ignazio per la celebrazione della Messa solenne, finita la quale, in piazza, si dà il via ai balli sardi e alla degustazione di vini e dolci tipici locali. All’ingresso della valle di Lanaitto sono ancora visibili i resti del complesso e articolato villaggio nuragico di Su Gurrutthone e, al centro, i pochi resti del villaggio nuragico di Ruinas con probabili sovrapposizioni puniche e romane. Un notevole numero di blocchi in basalto confermano la presenza di un luogo sacro, di forma circolare, legato al culto delle acque. Al centro del vano circolare un grande bacile cilindrico poggiante su una base circolare di diametro maggiore e con i bordi arrotondati. Attualmente il villaggio è visitabile con l’ausilio di un gruppo di giovani reperibili presso il rifugio Sa Oche, Valle di Lanaitto - Oliena e chiedendo del Sig. Vincenzo Tupponi, noto Murena al 0347.4409856 o della Dott. Furru Mariatonietta al 0347.8249517. In Sardegna l’escursionismo si può dire sia nato ad Oliena ad opera di Murena a cui si sono affiancate altre due organizzazioni altrettanto valide quali Tiscali Trekking di Gaimpaolo Dui e Barbagia Insolita di Giovanni Sanna che propongono in fuoristrada e a piedi vari itinerari sia nell’ambito del Supramonte che nelle zone vicine. Situato in un ambiente di eccezionale interesse paesaggistico e naturalistico, il monte Corrasi e’ la vetta più alta del Supramonte di Oliena. Da 10 anni opera ad Oliena Tonino Arcadu, un valido produttore che ha saputo valorizzare ancora di più il vino di Oliena con il marchio Gostolai, immettendo sul mercato internazionale il Nepente di Oliena, il classico rosso di uve cannonau; il Bianco di Barbagia, un vino particolare derivato da un originale connubio di uve vermentino e vernaccia; il Cannonau di Sardegna Rosadu, il vino che parla la lingua sarda; Su Gucciu, il vino passito tradizionale olianese e, infine, l’ultimo nato, Cantico, il vino bianco ottenuto da uve vernaccia e moscato passite, unico per colore, profumo, sapore.


ITINERARIO
ORROLI "IL NURAGHE ARRUBIU"

 

Centro agro-pastorale del Sarcidano, Orroli è situato al centro dell’altopiano di Pranemuru, poco distante dal corso del Medio Flumendosa e può essere raggiunto, per chi proviene da nord, prendendo la S.P. 197 al Km 41 della Carlo Felice e, a Barumini, girando a destra per superare Gergei ed Escalaplano fino all’incrocio con la S.P. 128 che si segue in direzione Nurri e Orroli. L’origine del paese è riferibile al 1100, ma scavi effettuati nella chiesetta di San Nicola, nel quartiere omonimo, fanno risalire la nascita del centro al periodo nuragico. La chiesa parrocchiale di San Vincenzo Martire e Anastasia, accompagnata da un bel campanile aperto da monofore gotiche e ornato di archetti pensili, conserva qualche resto dell’originaria costruzione risalente all’anno 1582, mentre la chiesa di San Vincenzo Ferreri, di stile aragonese rustico, è databile ai primi anni del XVIII sec. Nel centro abitato è possibile ammirare antichissimi portali ad arco e tipici cortili a corti con il pavimento in ciottolato, mentre nel territorio circostante vi sono numerosi avanzi preistorici con oltre 30 nuraghi e 23 domus de janas. Alla periferia settentrionale, troviamo il parco naturale di Su Motti, ricchissimo di ghiandifere e roverelle con numerose domus de janas scavate su una parete rocciosa o su grossi massi erratici di basalto. Ad una cinquantina di metri dal villaggio, sorge il pozzo sacro omonimo, a pianta ellissoidale con una estremità tronca dalla parte del vestibolo. Su questo si apre una scalinata di quattro gradini che conducono alla camera cilindrica del pozzo, originariamente coperta a tholos o cupola. Il nuraghe è forse l’unico monumento pentalobato che si conosce in quanto, intorno alla torre centrale, sorgono altre cinque torri, collegate l’una all’altra da possenti muraglioni rettilinei, con un cortile a forma di pentagono irregolare al centro. Questo corpo centrale è racchiuso da una ulteriore struttura muraria con sei o sette torri. Intorno al complesso, varie capanne a pianta circolare o rettangolare di epoche diverse. La torre centrale, che si eleva per 14 metri, originariamente doveva essere alta circa 27 metri, e di essa rimangono il locale a piano terra e una parte della camera del primo piano che originariamente doveva essere sovrastata da un’altra camera e da un terrazzo. La camera a piano terra, alta 11 metri, ha una copertura a falsa cupola quasi integra, pianta irregolarmente circolare e tre nicchie coperte ad ogiva. Il cortile centrale è un vasto ambiente di forma irregolarmente poligonale, ampio circa 70 mq. Delle cinque torri disposte a pentagono intorno a quella centrale, solo una è stata sgombrata da materiali di crollo e resa agibile, mentre le altre sono interessate da crolli e in attesa di scavo. Dal 1994, la Cooperativa Is Janas gestisce l’area archeologica del nuraghe Arrubiu, con visite guidate da personale abilitato e garantisce servizi di accompagnamento, su prenotazione, in tutto il territorio di Orroli.