Novembre
TURRI
LA SAGRA DELLO ZAFFERANO
C’è
un appuntamento da non perdere nel mese di novembre in provincia di Cagliari:
è la sagra dello zafferano che si svolge ogni anno a Turri e che ha il suo culmine
nella seconda domenica del mese.
La
sagra vera e propria cade quest’anno il 12 novembre, ma per il 2000 la manifestazione
sarà preceduta dall’interessante convegno “Zafferano ed erbe” che verrà inaugurato
nella giornata di domenica 5 novembre a partire dalle ore 9,30 con una relazione
del dott. Antonello Sannia (Medico Chirurgo Fitoterapeuta) intorno alle “Novità
sulle proprietà terapeutiche delle Piante Officinali della Sardegna”.Le date
del Convegno e della sagra offriranno al visitatore, come ogni anno, l’opportunità
non soltanto di apprezzare le tante virtù dello zafferano, ma anche di degustare
numerose pietanze a base della preziosa coltivazione isolana (con particolare
riguardo ai dolci), tisane di erbe preparate da esperti del settore, altri prodotti
agro-alimentari locali, nonché di visitare e conoscere più da vicino luoghi
e tradizioni di un angolo importante della nostra terra che è quello della Marmilla
che già Turri ha avuto modo di far conoscere in occasione della ““Festa Regionale
della Mietitura e Trebbiatura del Grano”
che
si è tenuta il 24-25 giugno e della Sagra del Melone coltivato in asciutto”
del 1° settembre.Il giorno della sagra gli organizzatori (Pro loco,
Comune,
Associazione Produttori) si renderanno disponibili per accompagnare i turisti,
a piccoli gruppi, nei campi intorno al paese per visitare le coltivazioni .
I più curiosi ed interessati potranno seguire le diverse fasi del lavoro: dalla
raccolta dei fiori, col tradizionale cestino, alla separazione degli stimi dal
resto del fiore sino a all'essiccamento al sole. In paese proseguiranno invece,
a partire dalle ore 10.00, i lavori del Convegno con la relazione di Bianca
Rosso su “L’utilizzo delle Tisane e le loro proprietà” e quella del coltivatore
di erbe Peeter Meier che parlerà dei “Metodi di coltivazione in agricoltura
biodinamica” mentre nel pomeriggio sarà la volta del giornalista enogastronomo
Angelo Concas che si soffermerà su “L’utilizzo delle erbe spontanee della Marmilla
in cucina”. Sempre nel pomeriggio , nei locali della nuova Scuola Elementare
, verrà aperta la mostra . Ci saranno corbule piene di fiori, vasi e vasetti
pieni del rosso filo essiccato; e poi i dolci, di cui molti a base di zafferano
e tutti i prodotti agro-alimentari della Marmilla (pane civraxiu , formaggi,
legumi secchi, mandorle, olio, olive, ecc. Completeranno la mostra un'esposizione
di materiale etnografico della cultura contadina e fiori secchi, essiccati prodotti
a Turri. Verso le 17,00 si sarà l'assaggio dei piatti tipici locali a base di
zafferano: arrosu cun zaffaranu e casu (risotto con zafferano e formaggio) ,
malloreddus cun bagna de zaffaranu (gnocchetti sardi con sugo di zafferano).
Il grande successo della Sagra , consolidato ormai da diversi anni , è da attribuire
prima di tutto alla fama dell'ottima qualità dello zafferano di Turri, apprezzatissimo
a Cagliari e nel suo hinterland, ma anche alla perfetta organizzazione che non
ha mai tralasciato nulla perché turisti e visitatori tornassero a casa soddisfatti.Dunque,
come si diceva, un appuntamento da non perdere.
GONNOSFANADIGA
LA SAGRA DELLE OLIVE
Anche
quest’anno, e sono oramai quasi tre lustri di vita per l’importante manifestazione,
si terrà a Gonnosfanadiga la “Sagra delle Olive” il giorno 3, 4 e 5 dicembre,
interessante vetrina dei prodotti alimentari e delle attività commerciali del
comprensorio pedemontano del Linas arrivata alla XIV edizione e organizzata,
come sempre, dalla locale Pro Loco, dal Comune, dalla 18° Comunità Montana “Monte
Linas” e dalla Cooperativa olearia “Santa Barbara”. Un’occasione non solo per
apprezzare una produzione di spicco della nostra Isola come quella olivicola
e olearia, ma anche per conoscere altre tipiche specialità della zona in un
itinerario di sapori e profumi fragranti frutto di una natura incontaminata
e di prodotti artigianali che sono il risultato di una tradizione secolare.A
Gonnosfanadiga, come si sa, la natura è stata particolarmente generosa e il
suo territorio, situato a ridosso delle alte cime del Monte Linas, tra boschi
di lecci e quercie e colline e pianori verdeggianti, offre uno dei luoghi più
indicati per la coltivazione degli ulivi da cui si ricava un olio particolarmente
pregiato. La zona costituisce infatti un ambiente pedo-morfologico ideale per
questo tipo di coltura che nell’agro di Gonnosfanadiga è stata praticata fin
dai tempi antichissimi favorendo nel corso dei secoli l’acquisizione da parte
degli ulivicultori locali di un esperienza che si è tramandata fin ad oggi e
che unita alle nuove tecniche garantisce la qualità superiore dei prodotti della
Cooperativa “ Santa Barbara”. Le caratteristiche qualitative-organolettiche,
nutrizionali e fisico-chimiche dell’Olio Extra-Vergine “Santa Barbara” gli hanno
valso infatti il prestigioso primo premio
“Ercole
Olivario” nella categoria “fruttato medio”. Caratteristiche che ne rendono inconfondibile
il gusto e che consentono al prodotto di richiedere l’appartenenza ad una produzione
di origine controllata e la possibilità di fregiarsi del marchio D.O.C .L’alta
qualità dell’olio deriva da molteplici fattori, primo fra tutti il tipo di oliva
rigorosamente locale e particolarmente sana, difesa dai parassiti, quando necessario,
solo con forme di lotta particolarmente rispettose; ma anche le fasi della raccolta,
eseguita a mano con particolare cura, e quella dell’estrazione dell’olio, eseguita
esclusivamente “a freddo”, hanno la loro incidenza.Questi risultati hanno permesso
a Gonnosfanadiga di aderire, in qualità di componente e coordinatrice regionale
dell’associazione nazionale “Città dell’olio”, ai programmi approvati dal Ministero
delle politiche agricole sulla promozione e valorizzazione degli olii extravergini
italiani con un progetto comprendente alcune interessanti iniziative. Tra queste
la partecipazione dell’istituto comprensivo del paese al concorso nazionale
denominato “Bimboil”, finalizzato alla diffusione della conoscenza del patrimonio
olivicolo e alla promozione di un’adeguata consapevolezza delle più sane abitudini
alimentari e dei più antichi sapori, la promozione dell’iniziativa “Andar per
frantoi e mercatini” quale evento-occasione per far conoscere le proprie realtà
produttive ai concittadini e ai turisti con degustazione di olii regionali in
abbinamento ai piatti tipici del territorio.Come nelle precedenti edizioni gli
estimatori della buona tavola troveranno in sagra tutte le specialità di carne
e degli insaccati come i famosi prosciutti di maiale e di cinghiale, la mustela
(lombo suino condito con aglio, pepe, sale), le salsicce secche, sa nuxixedda
(un squisito prosciutto disossato), la pancetta, il guanciale, la testa in cassetta,
la bontà del pane prodotto con formule semplici e genuine, il miele, il propoli
e la pappa reale, i golosissimi dolci tipici. Particolare attenzione meritano
inoltre, tra le produzioni artigianali in mostra, i famosi coltelli di Gonnos.
L’arte di adattare ai corni degli animali lame di metallo forgiato ha infatti
a Gonnos origini remote e fino agli inizi del nostro secolo i coltelli a serramanico
(s’arresoia) erano tanto ricercati per la loro rinomata fattura da non temere
il confronto con le lame di fama internazionale di Toledo. Gli attuali coltelli
di Gonnos sono essenzialmente a serramanico e ricalcano nella fattura i quattro
tradizionali coltelli gonnesi: il coltello del massaio, il coltello del contadino,
il coltello del pastore e il coltello “castrino”. A questi si affiancano pezzi
unici dalla particolari caratteristiche come il coltello dell’amore che viene
regalati alla sposa.Assolutamente da non perdere per i frequentatori della sagra
una visita al parco comunale di Perd’e Libera in uno scenario di verde e selvaggia
bellezza alle pendici del Monte Linas.
DESULO
FARSI SEDURRE DAI SAPORI E DALLE TRADIZIONI
A “LA MONTAGNA PRODUCE”
Sapori
prelibati, densi profumi e fragranze, antiche usanze, questo e tanto altro,
in vetrina
a Desulo, centro di 3250 abitanti che sorge su un verde costone del Gennargentu,
nei giorni 1-3-4-5 Novembre, in occasione della decima edizione de “La Montagna
Produce”. A Desulo, mani sapienti, continuano a preparare il tipico “pane cicci”,
un disco rotondo come il sole, non troppo sottile, che oggi come un tempo si
mangia a tavola o si porta in campagna nel sacco del pastore, perché si infila
facilmente nella bisaccia senza occupare troppo spazio e senza arrecare troppo
peso. E’ un pane che si presta ad accompagnare i più diversi piatti o ad essere
farcito col prosciutto, i salumi o il formaggio.Prosciutto, salumi e formaggi
appunto, questi altri importanti prodotti della tradizione desulese. I salumi
nascono dalle carni dei suini montani e sono lavorati con una tecnica tramandata
da secoli, poi grazie ai venti che lambiscono
le vallate e che trasportano gli aromi delle erbe che crescono solo qui, si
ottengono risultati ottimi, e prodotti ricercatissimi dagl’intenditori.Così
è per il formaggio pecorino, forse il più antico formaggio, vanto dei tanti
pastori locali. Per farne una forma occorrono da 6-7 litri di latte fresco di
pecora. Quello stagionato dai venti ai sessanta giorni, è più dolce e può essere
impiegato in dolci o piatti vari. Quello stagionato oltre i sessanta giorni,
ha un gusto più piccante e si sposa meglio con la pasta o con un vino robusto.
Sono poi prodotti il formaggio con i vermi, “su casu marciu” e il caglio di
capretto, fatto dallo stomaco del
capretto
pieno del latte appena succhiato. Dalla antica tradizione nascono poi tanti
dolci, il pane ‘e saba, le pardulas e il torrone, che non è solo tradizione
di Tonara, ottimo, sapientemente lavorato con il miele di questa montagna, che
sciami di api hanno succhiato ai fiori di castagno, erica, asfodelo. Questa
infinità di bontà è possibile gustarle e acquistare a Desulo, anche in questa
occasione, nei tanti stand allestiti, secondo itinerari guidati, all’interno
del paese.Per l’occasione rivive il centro storico, con le sue antiche abitazioni
in scisto e legno, dove vengono esposti oltre i vari prodotti della gastronomia
quelli dell’artigianato, ed è particolarmente piacevole percorrere le sue vie
animate dove è facile incontrare le donne che ancora indossano il costume di
orbace rosso, ricamato a mano in seta secondo una rigida successione simmetrica
di colori vivaci. Qui è bene anche visitare la casa-museo “Montanaru”, la casa
del famoso poeta in lingua sarda, oggi diventata museo etnografico che ospita
una accurata ricostruzione delle abitudini e della vita del passato. Dopo la
visita al paese, non può mancare la passeggiata per ammirare una montagna unica,
tanto è vero che questo territorio è stato scelto per realizzare un Parco naturale.
Salendo sulle alte vette è possibile osservare il maestoso volo dell’aquila
reale, della poiana e del falco e avvistare branchi di mufloni. Sulle pendici
è possibile ammirare piante di straordinaria bellezza e rarità, dagli agrifogli
ai tassi plurisecolari alle piccole ma profumatissime orchidee e alle tante
altre essenze. E’ anche possibile raccogliere i vari frutti di bosco che in
questo periodo crescono generosi, come le castagne, le nocciole, le noci o i
funghi, tra cui il prelibatissimo porcino reale. Insomma, partecipare a “La
Montagna Produce” può essere occasione per gustare tanti sapori e vivere tante
sensazioni.