Settembre
OLIENA
Oliena
(da uliena, olivo, nella dizione locale “olìana” ulìana d’origine non chiara,
forse protosarda; la tradizione locale lo collega alla presenza d’olivi ed all’olio)
importante centro agro- pastorale sorge alle falde del Monte Corrasi, su un’ampia
vallata caratterizzata da intense coltivazioni di uliveti, vigneti e mandorleti.
È molto nota per la produzione dell’olio
extra
-vergine d’oliva, l’olio di lentischio (un tempo si vendeva nei paesi vicini),
l’allevamento del bestiame, nonché per i formaggi caprini e ovini e l’ottimo
vino quale il Nepènte prodotto dalla Cantina Gostolai, a conduzione familiare,
l’acquavite, il pane carasau, il miele, i dolci di miele, mandorle e pan di
spagna come i guefos, su pistiddu e sos gugligliones, sas casadinas, s’aranciada,
le sevadas, i biscotti, i salumi (prosciutti, salsicce).Questi prodotti si possono
gustare, insieme agli arrosti, al ristorantino Masiloghi ed all’hotel - ristorante
Cikappa. Si arriva da Cagliari percorrendo la strada statale 131 fino alla deviazione
per Nuoro superato Paulilatino, si prende la strada 131 bis arrivando così a
Nuoro dal quale dista 12 km; nel capoluogo barbaricino si trovano le indicazioni
per raggiungerla facilmente passando dall’interno dell’abitato o per la circonvallazione.
Oliena esprime molto bene il mondo culturale del territorio nuorese: nelle strette
e tortuose vie conserva molte case tradizionali di
granito,
semplici e funzionali, dipinte di calce, con ampi cortili ombreggiati da pergolati,
scalette esterne, fumaiuoli dalle foggie più varie. Sin
dall’antichità,
il senso del bello è innato negli abitanti di Oliena, tuttora ne rimane una
ricca testimonianza. In primo luogo le scuole e le botteghe orafe ove nascono
i famosi gioielli in filigrana, gli scialli in lana, seta, o lino, di colore
scuro, ricamati con disegni floreali, intessuti da fili d’oro e argento e impreziositi
dall’inserimento di pietre dure. In secondo luogo la lavorazione del cuoio,
in passato si producevano solo utensili agro- pastorali, ora anche cartucciere,
selle, cuscini, borse, borsette, servizi da scrittoio, e altri oggetti di cuoio
a impressione poi decorato a mano, dipinto e ricamato. Numerosi gli edifici
religiosi tra i quali l’ex parrocchiale di S. Maria (gotico-
quattrocentesca),
la chiesa di S. Croce (all’interno un Cristo deposto, ligneo utilizzato nei
riti della settimana santa) forse la più antica del paese, quella di Nostra
Signora di Itria, il seicentesco Collegio dei Gesuiti e la parrocchia di S.
Ignazio di Loyola che rcordano l’insediamento dell’ordine religioso importante
anche a livello economico per l’introduzione dell’allevamento dei bachi da seta.
Il territorio di Oliena presenta un ambiente naturalistico e archeologico di
grande importanza ed offre panorami diversi e interessanti; fluviali accanto
al fiume Cedrino e montani del Supramonte. Si possono fare escursioni a piedi
con le guide locali e passeggiate a cavallo. Il paesaggio ed i suoi colori colpirono
Gabriele D’Annunzio inviato nel 1882 del giornale romano “Capitan Fracassa”
che vide “il rosso nepente sgorgare dal vetro…” Il Supramonte si estende tra
erti precipizi, falsi altipiani e valli fino alla Punta Corrasi(1463 m)
la vetta più alta dei monti di Oliena. Si può iniziare la visita dalle rinomate
sorgenti carsiche di Su Cologone; prima di entrare nel paese, a sinistra imboccare
una strada con una curva che scende a valle verso nord - est. Giunti al bivio
per il ristorante Su Cologone si arriva, tra corbezzoli, rovi, mirti alle sorgenti
più importanti dell’isola con una portata media di 300 litri al secondo. Da
via Maggiore Toselli, nella parte alta di Oliena, si raggiunge lo splendido
bosco di lecci del Monte Maccione (attrezzature turistiche, ristorante, camping)
dal quale proseguendo sul fianco della montagna si ammirano affascinanti panorami.
Proseguendo si arriva all’altopiano di Su Pradu e di qui al Monte Corrasi ove
si resta incantati dallo scenario selvaggio delle rocce calcaree: sulla cima
si domina oltre al Supramonte di Orgosolo, il mare, il Supramonte di Oliena
con il suo abbacinante calcare in alto, la gariga montana e il ribes sardo con
le bacche rosse, i ginepri, i tassi secolari, i lecci, i grifoni, l’aquila reale,
il corvo imperiale, rare specie di rapaci,
i
mufloni, i ghiri, le martore, volpi e cinghiali. La particolare fisionomia dei
monti di Oliena con le guglie ripide e frastagliate ha portato a denominarle
le dolomiti sarde. Dalla zona di Su Cologone si può raggiungere
la splendida valle di Lanaìttu il cui rio Sa Oche, nei millenni, insieme ai
tanti altri torrenti, ha creato i singolari fenomeni carsici del Supramonte:
le famose grotte del Guano o di Gonagòsula, quelle di Sa Oche e Su Bentu, collegate
tra loro e con un grande lago sotterraneo, la grotta Corbeddu (il nome viene
dal bandito che vi trovò rifugio).La valle di Lanaìttu è ricca di voragini,
cavità, inghiottitoi, nonché le singolari colonne basaltiche dell’altopiano
del Gollèi, il Monte Cusidore ossia l’ago per la sua forma appuntita; il territorio
della valle è molto interessante anche sotto il profilo archeologico e paleontologico.
Infatti, vi sono tracce di insediamenti nuragici posti a proteggere la valle,
una tomba di giganti, altre grotte funerarie e più avanti i resti del villaggio
nuragico di Sa Sedda‘e sos Carros, di grandi dimensioni, ove sono stati ritrovati
numerosi utensili di bronzo verosimilmente prodotti nella grande fonderia le
cui fondamenta si trovano nella parte alta del villaggio. In fondo alla valle,
al confine con il territorio di Dorgali, percorrendo a piedi un sentiero abbastanza
faticoso, accompagnati preferibilmente da una guida locale, si sale al famoso
Monte Tiscali e alla sua dolina, una grotta
che
nonostante lo sprofondamento della volta racchiude due villaggi
nuragici
circondati da fitta macchia mediterranea in un suggestivo paesaggio. I mesi
di agosto e settembre offrono ai turisti, anche sardi, l’occasione di partecipare
a diverse sagre quali la festa di San Lussorio, il patrono di Oliena che è festeggiato
il 21 agosto nell’omonima chiesa posta al centro del paese in cui accorrono
molti fedeli per assistere ai riti sacri; sono organizzati sontuosi banchetti,
gare poetiche dialettali, balli in piazza dei gruppi folcloristici provenienti
anche dai paesi vicini e si può ammirare il bel costume di Oliena con ori e
colori ricchissimi. Si tratta di una festa molto antica legata tradizionalmente
alla vita dei pastori e dei contadini le cui origini si fanno risalire ad un
intervento miracoloso del nobile santo durante un’epidemia. La chiesa della
Madonna di Monserrato, edificata nel 1543, la cui sagra iniziò forse l’anno
successivo, si festeggia l’8 settembre, è situata fuori dal paese, a circa metà
della strada che porta alle sorgenti di Su Cologone, da principio
era aperta a tutta la popolazione solo per i riti religiosi; ma per gli altri
aspetti era riservata a pochi privilegiati. La chiesa e le “cumbessias”, piccole
casette circostanti in cui ci si trasferiva per la festa erano di proprietà
privata e solamente più tardi sono passate alla Chiesa che ha reso popolari
i festeggiamenti. Il rito più noto ad Oliena è la processione “de S’incontru
“ il giorno di Pasqua quando
la Madonna ed il Cristo risorto s’incontrano nella piazza di S. Maria tra i
canti dei presenti e la cornice colorata dei tradizionali costumi. Da qualche
anno i proprietari degli antichi cortili organizzano la manifestazione delle
“Cortes Apertas “ dal 14 al 16 settembre aprendo al pubblico le corti delle
loro abitazioni ed esponendo i propri prodotti gastronomici e artigianali, riproponendo
le arti e i mestieri propri del luogo, nonché l’esposizione dei costumi: in
quest’occasione si degustano le prelibatezze d’Oliena, si ammirano le antiche
strutture e si apprezza l’ospitalità dei suoi abitanti. Inoltre si ringraziano
gli sponsor: Ristorantino Masiloghi, la Cantina Gostolai, l’Hotel Ristorante
Cikappa, Commercial Zeat, Managheri club, Levamus Viaggi, pasticceria Dolci
e Tradizioni, Agriturismo Enatuda, Salumificio Puddu, e l’Hotel Ispinigoli per
il loro sostegno alla realizzazione di questo articolo; un particolare ringraziamento
a Salvatore Mussone ed al Presidio Turistico “Su Sole” per la loro fattiva collaborazione.